BAM! Is the gathering of those who travel by bicycle

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June 5-7, 2026
Villa Contarini • Piazzola sul Brenta

Avventure in bici attorno al BAM? ovvio, siamo in Veneto

Beautiful misadventures told well.

Isn't happiness real if it's not shared? 
Do you still need to let your family know that you were cycling that time, not on a business trip?
Share with us the story of your cycling adventure, in the mountains of Kathmandu or just behind your house.
The best stories will be published in the dedicated section of the BAM! blog.
At BAM!, we'll give a special welcome to our writers.

Instructions:

Maximum one page (2,000 characters, including spaces) + 3-5 horizontal photos (1200x800 px).

Send your story to info@bameurope.it

Forse sognate l’Islanda. O la Patagonia. O qualche strada sperduta nei Balcani che avete visto in una foto su Instagram alle due di notte. È comprensibile.

È un po’ lo stesso fenomeno per cui da ragazzi si sognava Simon Le Bon o Claudia Schiffer e poi ci si innamorava del* compagn* di banco.

Perché a volte le cose più sorprendenti sono molto più vicine di quanto pensiamo.

Da due anni il BAM! si svolge in Veneto e, forse anche per questo, ci siamo resi conto di una cosa: questa regione è uno dei luoghi più incredibili d’Europa da attraversare in bicicletta.

Perché il Veneto è un posto in cui, nel giro di pochi giorni, si può pedalare tra le Dolomiti e arrivare al mare. Attraversare vallate alpine, seguire il corso di un fiume, dormire accanto a una villa palladiana, perdersi tra gli argini del Po e finire davanti alla laguna di Venezia.

E anche perdersi tra i boschi dell’Altopiano di Asiago, come se fossimo in Canada.

Per cui, a grande richiesta: cinque strade sbagliate per arrivare al BAM!

O forse giuste. Dipende dai punti di vista.

Arrivare seguendo il Brenta

Ci sono modi peggiori di attraversare il Veneto che seguire un fiume.

La Ciclovia del Brenta scende dalla bellissima Valsugana verso la pianura passando per Bassano del Grappa, ville venete, argini, campi e piccoli paesi dove a volte sembra che il tempo si sia dimenticato di accelerare. E in certi posti, potete anche riuscire a fare un bagno. E ovviamente potete arrivare a Piazzola sul Brenta e alla sua incredibile Villa Contarini.

Prendere la Treviso-Ostiglia e smettere di guardare l’orologio

Le vecchie ferrovie hanno quasi sempre qualcosa di poetico.

La Treviso-Ostiglia attraversa il Veneto con una calma tutta sua: lunghi rettilinei, ex stazioni, silenzio, campagna e quella sensazione strana di stare andando da qualche parte anche quando non hai fretta di arrivare. Perfetta per chi ama i viaggi un po’ storti, pieni di deviazioni inutili e pause lunghissime.

Passare da Vicenza e finire nei Berici

Vicenza è una di quelle città che spesso si attraversano troppo in fretta.

Errore.

Perché basta perdersi nelle vie del centro per aver voglia di andarci a vivere, all’ombra di incredibili palazzi palladiani. E poi basta uscire un attimo dal centro e iniziare a infilarsi nelle stradine dei Colli Berici per cambiare completamente ritmo e colori. Salite corte, sterrati, vigneti, strade bianche, vecchie trattorie e quel paesaggio morbido che sembra fatto apposta per pedalare senza un vero programma. Una specie di Toscana veneta, ma con meno gente che fa stories.

Partire dalle Dolomiti senza fare gli eroi

A volte nelle Dolomiti ci si dimentica che si può anche andare piano.

La Lunga Via delle Dolomiti è uno di quei percorsi che ti ricordano che la bicicletta non serve sempre per conquistare qualcosa. A volte basta attraversare. Vecchie gallerie ferroviarie, boschi, montagne enormi e il privilegio rarissimo di pedalare dentro paesaggi che normalmente si vedono solo nei calendari o negli sfondi dei computer.

Da Cortina a Dobbiaco potete pedalare su una delle strade più belle del mondo, in Val Zoldana potete vivere la bellezza poco turistica di una zona magica e, se avete coraggio di fare qualche ripida deviazione, spariscono le case, l’asfalto e il rumore, e rimane solo il vostro cuore.

Perdersi nel Polesine

Se non siete mai stati tra gli argini del Po, forse è arrivato il momento.

Il Polesine è piatto, ventoso, silenzioso e bellissimo in un modo difficile da spiegare. Ci sono strade dritte per chilometri, aironi, acqua dappertutto e quella sensazione di essere molto più lontani da casa di quanto dica la cartina. Non è un posto che cerca di impressionarti. Ed è probabilmente per questo che funziona così bene.

Bonus track: arrivare passando per Pellestrina

Pellestrina sembra inventata da qualcuno che voleva costruire una ciclabile in mezzo al mare. Una lingua sottilissima di terra tra laguna e Adriatico.

Barche. Silenzio. Case colorate. Vento. Sale sulla pelle.

Pedali guardando l’acqua praticamente ovunque.

E a un certo punto ti chiedi perché continuiamo a cercare l’altra parte del mondo quando certe cose esistono già qui.

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