Mantova • Campo Canoa
7-9 giugno 2024

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Viaggiare al femminile, in solitaria. L’esperienza di Giulia Baroncini.

lunedì, 20 Maggio, 2024

Da sempre, prima di partire per un viaggio in solitaria, in bici ma anche non, la domanda più gettonata è sempre stata la solita “Ma sei sicura di andare da sola?” E puntualmente la mia risposta è sempre stata “Si perché?”
Non ci ho mai trovato nulla di strano nel viaggiare in solitaria anzi. Però si vero, mi scordo sempre di una cosa, sono una donna. 

Già da tempi remoti, la donna non poteva viaggiare, ma bensì doveva starsene a casa.
Non parliamo poi di quando cominciarono ad uscire i primi prototipi di bici. La donna non poteva salire in sella. In effetti la donna in bici avrebbe probabilmente acquisito molta più libertà ma non doveva andare così. 
Nonostante i tempi siano (fortunatamente) cambiati, si è ereditato ancora qualcosa dal passato. Per noi donne è comunque meglio avere un accompagnatore perché appunto non si sa mai.  L’epoca dell’etichettarci come sesso debole apparentemente non è ancora finita, eppure noi donne di debole abbiamo ben poco.

Nella maggior parte dei miei viaggi, non ho mai sentito troppa la necessità di un accompagnatore / accompagnatrice. Ogni tanto mi capita e sono felicissima di condividere questi attimi. Eppure ho ricordi molto più forti dei viaggi in solitaria.

Specialmente l’ultimo viaggio in bici fino a Chicago. Era un progetto mio personale, di cambiamento, di riflessione interiore. Volevo stare con me anche perché il viaggio non è solo un modo per esplorare il mondo che ci circonda ma è soprattutto un modo per scoprire meglio noi stesse. Il miglior investimento che si possa fare. 

Viaggiare in solitaria è molto più semplice di quello che si pensa perché tutto diventa più semplice. Stabilisci tu le regole, le pause, il budget, il dormire. Non dipendi da nessuno! Massima libertà. Certo manca il poter condividere certi momenti con qualcuno ma alla fine un viaggio in solitaria non sarà mai così perché lungo il percorso ci saranno sempre anime erranti. 
Anche la paura è un’ emozione che non dobbiamo mai scordare di portare. Ci tiene in allerta da eventuali pericoli non ci deve però limitare nelle scelte specie quelle di partire. 
Quando siamo con noi stesse capiamo i nostri limiti, di che pasta siamo fatte, mettiamo in discussione molte cose.

Davanti ad una donna in solitaria si apre un mondo. Tanta gente vorrà conoscerti, ti aiuteranno, ti faranno sentire a casa, ti inviteranno a condividere un pasto. Vediamo il rovescio della medaglia ossia il fatto di vederci “deboli” porta a questo. E poi con altre donne si creeranno forti amicizie e solidarietà. Quando siamo con noi stesse si apre un mondo perché è proprio la nostra mente ad essere aperta. Certo non sarà tutto rosa e fiori, ma anche nella nostra vita quotidiana non è mai cosi, no?

Io credo che un viaggio in solitaria dovrebbe essere d’obbligo almeno una volta nella vita, non per forza di mesi e di tanti km ma anche solo di un giorno, un weekend, una settimana o anche qualche ora. 

Quindi diamo inizio a questa reazione a catena e normalizziamo il fatto che una donna possa e debba viaggiare da sola? Bene, apri quel cassetto e guarda quello che c’è dentro. Un sogno nel cassetto è solo un modo di dire ma nella realtà quel sogno dovrebbe stare fuori e magari dovrebbe essere già con te su in sella.