Mantova • Campo Canoa
7-9 giugno 2024

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Portoilgallo: tre amici, un gallo e la costa portoghese

venerdì, 12 Gennaio, 2024

C’è davvero un motivo perché si chiama PortoilGallo, ed un gallo c’entra veramente, ma lo vedremo più avanti.
Il tutto è nato davanti ad un panino, molto buono oltretutto, che ci ha messo difronte alla domanda: “Come chiamiamo questo viaggio?”. Da pensare in realtà c’era ben poco, dato che l’obiettivo era quello di pedalare e divertirsi e in questo la meta poteva solo che promettere successo, dato che si parlava di Portogallo a fine agosto.

Volevamo stare sulla costa, il più possibile.
L’idea era proprio quella di respirare l’Oceano, conoscerne il suo vento e avere buoni posti dove mangiare pesce a poco prezzo. Siamo partiti con le bici impacchettate in aeroporto, con la speranza che sbarcassero con noi (così è andata alla partenza, ma non al ritorno).
PortoilGallo è un’avventura a fondo misto di 10 giorni (diventati 12 albe per alcuni di noi) che si sviluppa su un tracciato di 500km per circa 5000m di dislivello, avventura che parte dal Sud del Portogallo e risale fino alla capitale Lisbona.

Il nome del viaggio nasce dopo che abbiamo conosciuto Vasco, il gallo in plastica che è stata la nostra mascotte durante tutto il viaggio. Nel costruire l’itinerario abbiamo individuato 7 tappe che unissero gli storici tratti del Fisherman Trail fino a intrecciare la Rota Vicentina, rimbalzando tra la costa ventosa dell’Algarve e le foreste di sughero dell’Alentejo.
Le giornate, su carta, non prevedevano grossi strappi o lunghe distanze in modo da poter anche godere dello tranquillità del ritmo portoghese. Dal pianificato al concreto però ne passa e qui ne abbiamo avuto conferma. Se le tappe prevedevano sieste e birrette, ci siamo dovuti ricredere difronte alla forza del vento oceanico (supportato dalla perturbazione atlantica di quei giorni) che ci ha obbligato ad impiegare più tempo del previsto nel raggiungere le singole mete.

Voi direte “potevate pensarci?”. Diciamo che ce ne siamo accorti la notte che ci è volato via il tarp sotto cui stavamo dormendo, a causa delle raffiche di vento ad oltre 100 km/h: delizia per i surfisti, croce per chi pedala.
Tutto questo però, non ha fatto altro che aumentare l’autenticità di posti come la riserva Naturale di Ria Formosa, nei primi km fuori da Faro, le spiagge deputate al surf dell’Algarve (come Praia do Amado a Carrapateira), fino ai luoghi simbolo della storia portoghese (come Sines, città nativa di Vasco da Gama) e le foreste di sugheri e pinoli dell’Alentejo (di cui il Portogallo è un grande esportatore).

PortoilGallo ci ha permesso di conoscere una terra affascinante, ricchissima di paesaggi e spot inaspettati in cui cucina e cultura locale rimangono autentiche e senza sovrastrutture, sempre pronte ad accogliere chi viaggia.
Ah, il gallo (Vasco) l’abbiamo portato veramente.

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E se volete seguire il loro percorso lo trovate su Komoot, qui.