Mantova • Campo Canoa
7-9 giugno 2024

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L’importanza delle group ride FLINTA* – la mia storia

mercoledì, 5 Giugno, 2024

“Nella maggior parte delle uscite in bici di gruppo a cui mi sono presentata, ero l’unica donna”, così ha esordito Lael Willcox nella call di presentazione del komoot Women’s Rally di quest’anno. Le sue parole mi hanno colpito molto: sebbene Lael sia un’ultra atleta di fama mondiale, la sua esperienza rispecchia esattamente ciò che ho vissuto io quando ho iniziato a pedalare.

Anche se in (lento) cambiamento, la scena ciclistica è tutt’oggi dominata da uomini cis. In questo ambiente donne, persone trans, persone non-binarie e altri gruppi marginalizzati spesso si scontrano con pregiudizi scoraggianti e sminuenti. È come se dovessimo adattarci a un certo “stampo” per essere accettat* nella cricca dei maschi. E anche quando ci riusciamo, dobbiamo poi fare i conti con il mansplaining (neologismo formato da “man” + “explain” che indica l’atteggiamento paternalistico con il quale certi uomini, convinti di saperne sempre di più delle donne, pretendono di spiegare loro qualcosa di ovvio o qualcosa che le interlocutrici in questione conoscono già bene). A me per esempio è capitato di ricevere spiegazioni su quanto la mia bicicletta fosse “troppo pesante” (leggasi: non in carbonio).

La mia prima ride FLINTA*

Sono sempre stata appassionata di bici, ma la prima volta in cui mi sono sentita abbastanza “sicura” per partecipare a una social ride risale solo a quattro anni fa. Si trattava di una ride per sole donne: per me è stata la svolta. Le insicurezze iniziali sono svanite in fretta: ho trovato una community solidale che mi ha consentito di imparare, crescere e pedalare senza le pressioni e i giudizi cui spesso si va incontro nei gruppi misti. È stata anche la prima volta in cui ho potuto vedere ciclist* con corpi di varie forme e dimensioni, di età e livelli di esperienza diversi – tutt* accolt* per come sono. 

Partecipare al komoot Women’s Rally lo scorso aprile ha ulteriormente rafforzato la mia convinzione circa l’importanza di questi spazi. La magia tipica degli eventi FLINTA* era infatti palpabile durante il Rally. Le mie amiche di The Female Explorer hanno chiesto ad alcune di noi di descrivere il viaggio con una sola parola: io ho scelto “unione”. È stata davvero un’esperienza di connessione, incoraggiamento reciproco, risate e lacrime. Per tutta la durata del raduno abbiamo avuto un gruppo WhatsApp in cui ci siamo scambiat* (tantissimi) consigli su posti per dormire, su dove trovare cibo, acqua e assistenza, ma anche semplici parole di sostegno morale. Persino chi era arrivat* alla linea di partenza senza conoscere nessun* altr*, non si è mai sentit* sol* durante il Rally.

La polemica sugli eventi FLINTA*

Questi spazi sono necessari, ma perché sono ancora così controversi? Una delle critiche mosse da alcune persone è che le ride FLINTA* non promuovono l’inclusività.

Questa stessa critica non viene però espressa nei confronti di gruppi ciclistici di soli uomini – che per la cronaca esistono e dominano la scena da sempre. Il punto è che non si pensa ancora abbastanza a quanto siano necessari spazi sicuri in cui ciclist* marginalizzat* possano emergere senza dover fare costantemente i conti con sessismo e altre discriminazioni. Gli eventi FLINTA* aiutano le persone partecipanti a diventare più forti e sicure di sé, creando un ambiente in cui non siano esposte a critiche e giudizi circa il loro aspetto o le loro capacità da parte degli uomini. Queste ride sono particolarmente importanti per chi è alle prime armi con il ciclismo, in quanto offrono un contesto di sostegno per imparare e divertirsi facendo questo sport.

È essenziale che chiunque, in particolare gli uomini cis, riconoscano i propri privilegi e si adoperino per realizzare ride inclusive e sicure per tutt*. Ciò significa opporsi al sessismo e sostenere i gruppi marginalizzati, assicurandosi che non vengano invisibilizzati o isolati negli eventi misti – e che non debbano scegliere tra “uomo e orso”. 

Il supporto della community: un esempio di vita reale

“Non penso che molte donne si iscriveranno perché il percorso è difficile”: sentendo queste parole uscire dalla bocca di un organizzatore di una gara di bici, ho provato rabbia. Perché la realtà è che anche le persone FLINTA* vogliono fare cose difficili – e ne sono perfettamente all’altezza. Il vero problema è che spesso non si sentono abbastanza incoraggiate e sicure per provarci. 

Un esempio di quanta forza la community possa dare, unita a un’organizzazione attenta dell’evento, è stato il completamento della sfida ultra gravel Steppenwolf da parte di un gruppo FLINTA* di Berlino. Alcun* partecipanti avevano meno di sei mesi di esperienza in sella a una bici da gravel, non avevano mai montato una tenda o percorso più di 80 km. Tuttavia, grazie al sostegno della community, 12 ciclist* hanno completato la sfida di 600 km entro il tempo limite di quattro giorni. È stata un’esperienza estremamente incoraggiante e trasformativa. 

Nei gruppi FLINTA* non conta solo il ciclismo. Si tratta di creare legami, di condividere esperienze e di rendere il futuro migliore. In questo senso queste ride non rafforzano solo i nostri corpi, ma anche i nostri spiriti. Ci aiutano a resistere alle critiche e alle discriminazioni, creando una community in cui tutt* possono superare i propri limiti e sostenersi a vicenda. Le persone FLINTA* amano questi eventi perché permettono loro di sperimentare lo spirito di squadra, riducono la pressione e costituiscono un’occasione per discutere apertamente di diversi argomenti – come le piaghe da sella, la famiglia e l’amicizia. Perché in fondo è bello non essere in minoranza, una volta tanto.

I gruppi ciclistici FLINTA* sono in aumento in tutto il mondo. Se non ce n’è uno nella tua zona, potresti prendere tu l’iniziativa e fondare il primo club locale. Pedalare regolarmente con altre persone FLINTA* ti farà sentire parte di una community meravigliosa e solidale, sia a livello locale che globale.  

La Women’s Ride del BAM!**

Organizzare per la seconda volta la Women’s Ride al BAM! è per me motivo di grande orgoglio. Come l’anno scorso, l’obiettivo di questa ride consiste nel dare la possibilità a donne cis e trans, nonché a persone non binarie di condividere storie ed esperienze personali e di tornare poi a casa con ricordi indelebili e, perché no, qualche nuova amicizia. 

Si tratta di una vera social ride: per partecipare è quindi sufficiente avere una mente aperta (e un casco!). Siamo qui per sostenerci a vicenda e divertirci.

Non vedo l’ora di pedalare con la community del BAM! sulle strade sterrate di Mantova. Pedaliamo insieme verso un futuro più inclusivo, a partire da sabato 8 giugno con la BAM! Women’s Ride!

* FLINTA* è l’acronimo inglese di Female, Lesbian, Intersex, Trans e Agender e include chiunque non sia un uomo cis. Il termine “cis” o “cisgender” si riferisce alle persone che si identificano con il genere loro assegnato alla nascita. 

** La nostra social ride accoglie tutte le donne cis e trans, oltre alle persone non binarie – independentemente dal background e dal livello di esperienza. Se ti riconosci in queste categorie e hai la passione per la bici, la nostra ride ti aspetta!

L’autrice

Ciao, sono Kasia (pronome: lei), la tua ride leader per la BAM! Women’s Ride. 

Nella vita professionale sono una scienziata forense approdata al mondo delle Operations in qualità di Lead.

Nella vita privata sono un’appassionata di outdoor profondamente radicata nelle community locali di ciclismo e corsa. 

Vivo a Berlino, ma ho un amore sfrenato per la dolce vita.

Prediligo spazi in cui l’avventura, la diversity e la community sono in primo piano, in contrapposizione alla pura prestazione atletica e alla competizione. Per questo motivo sono una grande fan dei festival e degli eventi ultra dove ogni partecipante viene acclamat* e celebrat* 🙂