Mantova • Campo Canoa
7-9 giugno 2024

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7-9 giugno 2024

Il manifesto Leave no trace

mercoledì, 5 Giugno, 2024

Quando sei in viaggio in bici oppure durante un lungo trail, quando sei in un bosco infinito… come fai per non lasciare traccia?

Rewind.
La mia formazione scientifica mi ha insegnato che tutto ciò che lasciamo in giro ha un impatto: nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. Con questo presupposto ogni cosa che faccio la vedo come un’eredità, gradita o meno gradita a seconda dei casi.
Tra le buone pratiche dell’outdoor si ritrovano diversi consigli e istruzioni per essere ospiti graditi della natura e ho cercato per ognuna di loro le spiegazioni scientifiche perché molto spesso può sfuggire il vero motivo per cui sarebbe bene tenere alcuni comportamenti e non altri.
Ad esempio parliamo di rifiuti, tema a me particolarmente caro. Siamo tutti stati in rifugio in montagna e siamo abituati al cartello “porta a valle i tuoi rifiuti”, ecco il concetto è lo stesso, non solo è un monito per non abbandonarli in giro, ma anche per invitare a farsi carico dei propri scarti. Se tutto è (abbastanza) chiaro se si tratta di carte e bottigliette, è meno lampante l’attenzione per gli scarti organici, dai resti di cibo, alla buccia di banana, ai prodotti del nostro intestino.
Ecco, la buccia di banana. Il frutto del ciclista per eccellenza, apparentemente innocuo elemento della natura se abbandonato, non è un frutto autoctono e il suo tempo di degradazione va da pochi mesi a un paio d’anni a seconda delle temperature del luogo, quindi è capace di alterare l’equilibrio di un ecosistema. La natura è fortissima a riprendersi il suo equilibrio e nulla succederebbe se questi episodi fossero sporadici, ma il viaggiare in bici non è più un fenomeno di nicchia, oltre 9 milioni di esemplari di homo pedalis si riversano sulle strade e sentieri italiani e potenzialmente gettano bucce di banana nell’ambiente. 
Senza entrare in dettagli numerici, anche i nostri escrementi sono rifiuti che possono modificare un ecosistema e infastidire esseri indigeni, umani e animali. 
Se devi proprio fare i tuoi bisogni evita corsi d’acqua, allontànati quindi da torrenti ma anche da rigagnoli e pozze nel bosco. Un amico guida ambientale escursionistica mi ha spiegato il perché: le zone umide sono ricche di biodiversità, per questo particolarmente fragili e sensibili ai cambiamenti, ad esempio sono l’habitat preferito dalle salamandre per depositare le larve. Un piccolo cambiamento di composizione e temperatura dell’acqua (come quello provocato da urina ad esempio) è uno shock che mette a repentaglio l’intera riproduzione. 
Su questo tema ho voluto fortemente fare un video “How to poop in the wood”, guardalo!
La buona notizia è che tutto è nelle nostre mani e possiamo essere parte attiva nel garantire lunga vita alla nostra voglia di avventure in bici. Dopo di te in quel luogo passerà qualcun altro e trovare luoghi puliti e comunità accoglienti quando viaggiamo è un diritto di tutti.
Sottoscrivi il manifesto #LeaveNoTrace: https://upcyclecafe.it/leavenotrace/

Chi è Barbara Bonori
Una laurea in ingegneria ambientale, è consulente, organizzatrice di eventi sostenibili e ciclista. A casa ha sei bici, un fidanzato e una consolle da dj. La sua terra natale è l’Emilia e le rimane appiccicata addosso nonostante viva da oltre 20 anni a Milano. Pedalando ha fondato Upcycle Bike Cafè il primo bike cultural bistrot d’Italia.