Mantova | 7-9 giugno 2024

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Il viaggissimo di Giulia: da Milano a Chicago in solitaria

martedì, 30 Gennaio, 2024

Vi ricordate di Giulia Baroncini? Il 9 Giugno dello scorso anno è partita proprio dal BAM per il suo viaggio in solitaria seguendo i passi di Luigi Masetti, il padre del cicloturismo.
Com’è andata? Ce lo racconta lei stessa!

Sono a NY, più precisamente a Brooklyn, seduta davanti al mio laptop. Ascolto il traffico, le sirene dell’ambulanza, il chiacchiericcio delle persone che camminano per strada, la pioggia che cade e io sono persa nei miei pensieri. Penso a quanto sia incredibile viaggiare in bici. Comodamente seduta su una sella, spingendo due pedali per muovere due ruote e una catena che traina il tutto, sono riuscita ad arrivare fin qui, oltre l’Oceano (escludendo, ovvio, la tratta da Londra a Ny). Finché non lo si prova non si può capire come la bici ci possa portare distante, ma soprattutto dappertutto e ripeto, dappertutto.

Quando la gente mi chiede perché ho deciso di pedalare da NY a Chicago (e prima da casa fino a Londra) dico sempre che è stato Luigi Masetti a portarmi qui. L’idea me l’ha data lui e tutto il resto l’ho compiuto grazie a questo fantastico strumento. Mi sono rivista molto in lui e credo che, da buoni cicloviaggiatori, dovremo almeno sapere qualcosa su chi, prima di noi, si è avventurato e ha dato il via a tutto questo. Non sono rimasta tanto affascinata dal tragitto quanto dallo spirito con cui l’ha affrontato: spavaldo, ingenuo, desideroso di conoscere, pronto a tutto. Abbiamo forse un po’ perso queste caratteristiche e credo sia giunta l’ora di farci ispirare nuovamente da questo signore che un po’ è il nostro papà

Viaggissimo

Non ho mai messo in dubbio che fosse impossibile questa mia “impresa”, ma tre mesi fa ancora non realizzavo completamente. C’era sempre quella minima percentuale di timore che non fosse possibile. Ma dopo avere attraversato i primi Stati ho scoperto che in fondo era più facile di quanto pensassi.

Ho un’abitudine ormai da quando sono partita: alla sera prima di addormentarmi mi piace guardare il live track che ha meticolosamente registrato tutto il percorso. Mi piace guardare quanta strada ho fatto. Pedalata dopo pedalata, km dopo km, miglia dopo miglia, giorno dopo giorno. Non siamo più abituati a questa lentezza perché viviamo nella società del “tutto e subito”. Ecco perché sembrano tanti 8000 km, ma alla fine basta avere pazienza. Pedalata dopo pedalata si arriva a raggiungere gli obiettivi. La bici è pazienza, sudore, fatica ma tanta gioia, soddisfazione, avventura. La bici mi ha educata molto in questo senso, nel senso di saper aspettare. Soprattutto in America, un paese fatto a misura di macchina, mi piaceva chiedere quante ore di macchina da un punto A ad un punto B e convertirlo invece in quanti giorni di bici.

Dal Polesine, la mia terra natale e anche quella del Masetti, sono arrivata a Londra attraversando la Svizzera, la Germania, la Francia, il Belgio ed infine il Regno Unito non affidandomi ad un atlante ma al reticolo di Eurovelo che abbiamo a disposizione. 

Bruxelles e Londra sono due città che ho visto e rivisto nel mio passato grazie alle super offerte che Ryanair destinava. In sella a una bici però mi sembrava quasi come vederle per la prima volta. E soprattutto sapere di esserci arrivata con le mie forze senza nessuna emissione di Co2 è a dir poco gratificante. 

Viaggissimo

Dopo essere arrivata a NY in aereo, sono andata alla scoperta di un mondo per me nuovo, città, luoghi e paesaggi che mai mi sarei immaginata di visitare in sella ad una bici se non avessi letto del buon Masetti che lo fece 130 anni fa. Gli Stati Uniti sono un mondo fatto a misura di macchina ma che, piano piano, si sta convertendo alla bici. Tante sono le piste ciclabili che ho incontrato o gli spazi dedicati alle bici lungo le highways. Con un solo problema: troppi pochi ciclisti! 

Da NY ad Albany fino a Buffalo è stato tutto lungo un trail chiamato Empire State trail per passare poi su strade secondarie verso il Lago Erie arrivando così a Chicago. Chicago, il giro di boa, l’arrivo alla meta e la partenza verso casa attraverso Cleveland, Pittsburgh, Washington (lungo il Great Allegheny trail) ed infine Philadelphia e NY pedalando la East Greencoast trail.

In questi tre mesi ho conosciuto talmente tante persone che quasi ho perso il conto. Quante porte aperte, quanta ospitalità, quanto desiderio di conoscere chi si avventura su due ruote e sapere ogni singolo dettaglio della sua avventura. Tra tutte le persone incontrate c’è un filo conduttore, la bici. Chi più, chi meno, chi forse nel futuro, chi nel passato, chi nel presente. 

Viaggissimo

E, a proposito di spazi temporali, 130 anni fa Luigi Masetti parte da Milano fino a Chicago in bici. Se ne innamora finché era seduto sul lago di Ginevra, la vede, la prova e dopo 28 giorni che impara a salire in sella parte per questa avventura. Io un po’ per caso leggo i suoi reportage e faccio lo stesso, nel presente. Quattro anni fa, un ex collega mi porta un po’ per caso a fare avventure a km zero nei dintorni di dove vivevamo. Sembrava tutto nuovo e  bello e così un po’ per caso ci ho preso gusto e viaggio dopo viaggio mi son sempre spinta un po’ oltre.

Mi manca poco al ritorno in Europa. L’Europa è come casa per me ma sono sicura che anche sulla via del ritorno scoprirò cose nuove ed inaspettate.
Prima di chiudere il laptop, ripenso per l’ultima volta a ogni singolo momento da quel 9 giugno e mi sembra tutto così impossibile eppure è tutto semplicemente vero.

Viaggissimo