Immagina una vecchia villa di campagna, di quelle che ci sono in molti paesi italiani.
Luoghi spesso abbandonati che fino a qualche anno fa a volte non appartenevano più a nessuno, regno di ragazzini alla ricerca di avventure e di innamorati alla ricerca di intimità.
A Chiari, vicino a Brescia, c’era villa Mazzotti. Negli anni 70 la villa, che era vicino alla casa di due bambini, Guglielmo e Tiziano, era diventata il loro parco giochi.
Uno sconfinato spazio selvaggio: saltare le mura di cinta li portava magicamente lontano.
Quando nevicava, Guglielmo aspettava scendesse la sera, trascinava con sé Tiziano e lo aiutava a scavalcare. Voleva essere il primo a lasciare le sue impronte sul prato innevato.
E con sé voleva suo fratello.
Era il loro segreto: la neve, per poche ore, sarebbe stata solamente loro.
Sono passati 50 anni e Guglielmo, che molti di voi conoscono come Willy, e Tiziano Mulonia hanno una storia da raccontare che parte proprio da quella neve lì, dalle loro impronte e dal senso di avventura dato da quelle mura scavalcate e da pochi passi nel bianco.
Se avete letto il suo libro lo sapete: Willy Mulonia ha una storia personale incredibile, nella quale ci sono fughe, viaggi, incidenti e rinascite, cieli lontani e poesia, deserti e oceani di ghiaccio.
Il suo arrivo in Alaska, dopo aver attraversato le Americhe in bici da Ushuaia, ha lasciato in lui un segno e quella terra è diventata la sua casa elettiva, il luogo dove Willy torna ogni anno
“per fare la punta alla matita”, come a lui piace descrivere.
Sarà per questo che ha fatto l’Iditarod – 1600km nel ghiaccio e nel gelo – 9 volte, portando con sé, ancora una volta, il fratello ed essendone Co-Winners nel 2025
(insieme all’amico Roberto Gazzoli)
Lo sapete: da adulti, la fratellanza, quella di sangue, può essere complicata.
Si cresce a volte diversi, a volte lontani e non sempre il legame si rafforza.
Nel caso di Willy e Tiziano è stata quella terra, quel vento e quell’incertezza a rinsaldare il loro rapporto, come se fossero in qualche modo tornati a saltare le mura della villa e a camminare nella neve tenendosi per mano ❄️
Willy e Tiziano saranno al BAM! a raccontarci questa storia,
quella di due fratelli in cui uno dei due diventa il padre dell’altro.
❤️ Wrong Roads make good stories
Se volete leggere la storia di Willy Mulonia,
👉 il suo libro è qui 👈
È un bellissimo libro di avventura,
ma anche una riflessione sulla vita,
sul coraggio di cambiare e
sul ritrovarsi.

IL PROGRAMMA DEL BAM!
Manca un mese al BAM!,
nel sito, questa settimana, troverete finalmente il programma 💪
Siamo come sempre orgogliosi
di ospitare cosi tante storie, esperienze e sogni di fuga.
Ci saranno grandi viaggi, ma anche esperienze umane
la cui bellezza prescinde dalla distanza:
“dietro casa” può essere un posto molto interessante, a volte.
E poi workshop di ogni genere
(fotografia, disegno, primo soccorso, meteorologia, meccanica, botanica e molto altro),
per tornare a casa avendo imparato qualcosa,
ride e ovviamente
💥 la consueta grande festa.
Il sabato sera ci sarà un concerto speciale ❗❗
💥💥💥💥
Ricordatevi di prenotare il posto tenda:
lo spazio è limitato.
Se volete ci sono anche le tende già allestite,
in collaborazione con VAUDE e con FERRINO.
Prenota subito la Camp Area del BAM!
ROAD TO BAM! with KOMOOT
Il BAM! è soprattutto questo: partire da casa in bici,
con un’amica o un amico, con i figli, tuo fratello o il tuo compagno/a.
Partire e perdersi, arrivare al BAM! dopo aver viaggiato,
anche per pochi km, dimenticandosi di tutto e ritrovandosi vivi più che mai.
Non ci sono regole. Partite e basta.
Nel frattempo, pensate alla strada che farete, a suo modo è un piano di fuga,
e avere un piano di fuga fa sempre sentire bene: caricate la vostra traccia su KOMOOT e taggate il profilo del BAM!.
Farete sapere agli altri che strada farete e magari trovare un compagno di viaggio.
👉 Il ROAD to BAM! 2026 è qui 👈

🚀 Un po’ di cose belle e interessanti. O solo interessanti. O solo belle. 🚀
👜 Tech – Marsupio mon amour
A lungo è stato snobbato, come fosse un borsello in pelle, spesso sinonimo di oggetto che avrebbe diminuito considerevolmente la possibilità di avere dei rapporti sessuali.
Invece per il viaggio in bicicletta è un accessorio secondo noi immancabile, utile come spazio extra, ma anche per avere sempre con sé le cose più importanti, come documenti, telefono, soldi e caramelle 😃
Ce ne sono moltissimi, ma vi segnaliamo quello fatto dagli amici Montanus.
👉 Lo trovate qui
⚙️ Tech – Il cambio Pinion
Il cambio è sempre stato il punto debole.
Quello che si rompe quando sei lontano, quello che ti costringe a fermarti quando non vuoi.
Il Pinion prova a ribaltare questa logica: portare tutto dentro, semplificare.
Non è perfetto, e non è per tutti. Ma è uno di quei tentativi seri di ripensare la bici per chi viaggia davvero.
Ne parla bikepacking.com, con tutti i pro e i contro.
👉 Il test del cambio Pinion
💯 E il portapacchi?
Per un po’ sembrava finito.
Sostituito da borse compatte, minimalismo, bikepacking puro.
Poi, lentamente, è tornato.
Perché alla fine caricare bene le cose, senza impazzire, resta una delle invenzioni migliori che abbiamo.
Restrap con lo Switch prova a renderlo più semplice, più veloce, meno rigido.
Non è una rivoluzione. È una soluzione intelligente.
👉 Cosa ne dite?

🌍 PERCHÉ NON SIAMO SOLO VIAGGIATORI
🎬 Chloé Zhao – Nomadland
Non è un film sulla bici.
È un film su cosa succede quando smetti di avere un posto fisso nel mondo.
Fran perde tutto e non torna indietro.
Strade, parcheggi, deserti, incontri: una vita sospesa che per qualcuno è precarietà, per altri è libertà.
È uno di quei film che ti fanno venire voglia di partire e ti fanno anche capire quanto sia difficile farlo davvero.
Lo trovi su Disney+, o a pagamento su YouTube, Prime e Apple TV.
📚 Will Ferguson – Autostop con Buddha
Un canadese racconta il suo Giappone in autostop. Un percorso da sud a nord, seguendo la fioritura dei ciliegi.
Una di quelle storie che ti fanno venire voglia di partire senza sapere bene perché.
Non è un libro “mistico”: è ironico, a tratti surreale, ma sotto c’è una ricerca autentica, quasi involontaria.
Parla di incontri, di caso, di fiducia nel viaggio e di tutto quello che succede quando smetti di controllare la direzione.
Edito da Feltrinelli.