Mantova • Campo Canoa
june 7-9 2024

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BIM BUM BAM

Sunday, 26 May, 2024

Abbiamo intercettato Sisa Vottero e le abbiamo fatto sei domande sul viaggiare in bici…ma non solo!
La sua prefazione è stata questa:
Non sono una persona capace di sintetizzare i concetti!
Buona lettura!

Qual è la cosa cui non rinunceresti mai durante un viaggio in bicicletta?
Qualche anno fa ti avrei risposto diversamente, ma ora che sono cresciuta (AHAHAHAHAH) ho cominciato anche io a dare priorità alle cose giuste, quindi ti dico che non rinuncerei maiiiiiiiii al gentalyn beta.

Noi ti abbiamo conosciuta quando facesti quel viaggio bellissimo con gli sci sulla bici: è un abbinata che ci fa impazzire. ci racconti qualcosa?
Il Cile! Il Cile o più precisamente il mio CHILE’n’RIDE è stato il mio secondo viaggio in assoluto.
Nel 2019 mi sono divertita a mettere insieme i miei grandi amori: sci e bici (ammetto però che uno dei due vince ancora a mani basse sull’altro).
Per questo viaggio mi sono preparata, ho pianificato le tappe, ho studiato il percorso e soprattutto i vulcani.
L’obiettivo era: 2000km e l’ascensione di 7 vulcani.
Sono partita da Santiago, in una giornata di agosto, sotto la pioggia e con la bici pesantissima soprattutto davanti.
Quattro “borse”, uno zaino e gli sci attaccati al telaio per un totale di trentacinque giorni.
Il Cile d’inverno è rigido, (le stagioni sono opposte alle nostre essendo l’altro emisfero)
la scelta di partire ad agosto è stata obbligata per sperare di trovare bella neve, ma quanta acqua ho preso!
Il viaggio ha avuto simbolicamente due parti:
la prima da Santiago a Puerto Montt è stata quella delle ascese.
Avevo individuato sette vulcani, ma quello di Pucon non ha voluto saperne quindi sei ascese all’attivo di cui cinque filati lisci come l’olio e uno lo raccontiamo un’altra volta va!
Sono stati tutti belli, impegnativi e ventosissimi.
Maestosi.
Ogni volta che raggiungevo una cumbre, potevo vedere cosa mi aspettava nei giorni successivi, tutti lì, insieme ad altri centinaia di coni innevati, ad attendermi.
Freddo, vento. Vento forte, vento patagonico che se qualcuno avesse ancora qualche dubbio sulla sua reale esistenza, può credermi sulla parola: esiste ed è esattamente come lo descrivono.
Finiti i vulcani è iniziata la sfida più sevaggia, quella della carettera Austral, mecca dei cicloviaggiatori anche se purtroppo è incominciata la colata di cemento per renderla più accessibile specialmente durante i mesi più duri.
Ho “approfittato” della gentilezza della signora che mi ha ospitato per lasciarle le cose che nella seconda parte non mi sarebbero servite e ho fatto una piccola modifica al percorso, ho iniziato quindi il secondo pezzo attraversando l’isola di Chiloe ed è proprio vero che le strade più lunghe nascondono paesaggi migliori.
Le tappe laggiù, per quanto uno le pianifichi, non le decidi tu veramente. Devi affidarti a quello che trovi e soprattutto sfruttarlo, perchè non sai mai se quello che ti aspetta ci sia veramente o sia meglio di quello che hai trovato.
Il Cile è bello, elegante, selvaggio e i suoi abitanti sono curiosi, come me, ecco perchè siamo entrati subito in sintonia, la pioggia e il vento hanno rallentato la mia corsa e costretto a fermarmi prima di essere riuscita a raggiungere la fine.
Mi mancano circa 250km che ho lì, ma il tempo si era fatto stretto soprattutto perchè per tornare a santiago avevo bisogno di prendere 3 navi e 3 bus che passano solo alcuni giorni alla settimana.
“QUE LE VAJA BIEN CHICA” è la frase con cui mi salutava ogni essere umano.
E’ stato bellissimo, la natura mi ha ripagato di tutti gli sforzi e anche il vento alla fine è diventato mio amico, ho imparato ad ascoltarlo.
Gli sci e la bici sono dunque l’accoppiata più bella di sempre, dopo Brigitta chiaramente anche se molto più leggera 🙂

Sappiamo che il tuo viaggio in india è stato molto complicato: alla fine forse sono gli esseri umani e non la natura a complicare le cose?
Questo è stato il mio ultimo viaggio, parliamo di fine Ottobre e come hai anticipato tu è stato molto complicato.
Originariamente dovevo andare al Nord, ma poi il lavoro non me l’ha permesso e quindi quando sono riuscita a partire, era troppo freddo per poterlo attraversare, quindi Rajastan che follia.
Per quante difficoltà io abbia incontrato sono attratta da quella dimensione. Una dimensione enorme, sporca, piena. Voglio capire meglio, capirmi meglio. 

Sei giovane ma hai già fatto tante cose nella vita: aprire e gestire un locale, la maestra di sci, parte di un team gravel etc etc. C’è una cosa o un momento nella vita che ha definito più di altre la persona che sei?
Viaggiare è un po’ il mio modo di esprimere le sofferenze e le forti emozioni passate e rendere in qualche modo fieri i miei due fratelli più grandi, sperando possano capire, attraverso quello che vivo, che questo è il mio modo per dire loro Grazie per aver protetto la polverina magica sulle mie ali. Non posso permettermi di sprecare questa occasione e allora mi sono data il permesso di essere curiosa.

Ti piace viaggiare da sola: qual è l’aspetto che ami di più di questa dimensione?
Da sola devo impegnarmi di più a ricordare tutti i dettagli, mi piace scrivere i miei pensieri è così che mi aiuto. Viaggiare da sola ti apre al mondo, accogli tutto in maniera diversa e mi ha insegnato a giudicare di meno il prossimo.
A dirla tutta, ora che ci penso, l’unica cosa che faccio da sola è partire, ma poi viaggio con un sacco di persone, con i loro occhi che nutrono la mia sfacciata curiosità per fare sempre un metro in più.

Consigliaci un luogo, un libro o film e anche un piatto, di quelli che se ti aspettano alla fine di una pedalata, torni pedalando più forte.
Casa, il ciclone e pasta al ragù.
(dimmi che sei italiana senza dirmi che sei italiana mi verrebbe da pensare ahahah)
Giro, giro ma alla fine torno sempre a casa mi piace tornare e l’unica cosa che voglio trovare è Brigitta il mio golden retriever compagna di tante avventure.
Nella mia casetta piccola e molto disordinata, piena di sci e bici e ogni tipo di attrezzatura sportiva, mi riposo. Ricarico le batterie e comincio a fantasticare sul dopo.
Qui non può mancare la pasta al Ragù, assolutamente Il piatto preferito.