Dodici anni di BAM!.
Quando abbiamo iniziato il gravel era ancora una moda passeggera, per pochi.
Il bikepacking una borsa troppo piccola.
Il BAM! stesso era poco più di un’idea ed era nient’altro che un gruppo di matti che vennero a Livigno per fare festa insieme e pedalare una traccia che non prevedeva ritorno.
Sembra passata una vita intera.
“Alle volte uno si crede incompleto ed è soltanto giovane”, dice Calvino


Come è andato questo BAM?
è stato come la vita, con un momento, il venerdì, sotto la pioggia, in cui ci siamo chiesti perché eravamo lì e non a casa a vivere una vita più semplice e molti altri in cui abbiamo avuto le lacrime agli occhi per le risate o per l’emozione.
Insomma, chi non vorrebbe andare a un evento che assomiglia alla vita?
Quel che è certo è che bagnati, infangati, con la tenda allagata, con un futuro incerto e a un certo punto col dubbio che il sabato si dovesse chiudere tutto “ci spiace ciao arrivederci”, siamo diventati tutti una specie di famiglia in viaggio; e così qualcuno ha aiutato ad asciugare, qualcuno ha tagliato un salame, aperto una bottiglia, fatto una battuta con chi camminava sotto la pioggia alle due di notte. E tutto è diventato più facile.
E poi lo sapete: sabato e domenica è stato un rito collettivo, un abbraccio fraterno, una risata, un che bello rivederti.
E c’è poco da dire. Questo non è il report di un evento, ma un tentativo di descrivere un’emozione, che è come ballare di architettura, avrebbe forse detto Frank Zappa.

Cosa rimane di questo BAM? la stanchezza, ovviamente, ma anche la bellezza di tutti coloro che hanno condiviso una notte magica, ballato, chiacchierato, promesso un viaggio insieme, sognato di partire o semplicemente passato assieme del tempo, come fossimo tutti adolescenti e avessimo una interminabile vita da sprecare.
BAM! è stato abbastanza grande per contenere tutti i vostri sogni.
Ci vediamo per la strada.
