Mantova • Campo Canoa
7-9 giugno 2024

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Borse sulla bici e via; al BAM! arriva Daniel Oss

giovedì, 2 Maggio, 2024

Avere Daniel Oss al BAM! a parlare di viaggi in bici è come mettere una chitarra elettrica in mano a Mozart: sappiamo da dove partiamo (da un ciclista della madonna, che ha vinto e spinto e fatto sognare), ma non dove arriveremo (e ovviamente la cosa ci piace).
Per chi non lo sapesse, Daniel Oss è un ex professionista, uno di quelli forti, ma che ci è sempre piaciuto perché sorridente, un po’ grunge, come dice lui stesso, uno che sarebbe piaciuto a hemingway, capace a un certo punto anche di prendere le borse da bikepacking e andare lontano, come ci racconterà qui.

Perciò eccoci qui: signore e signori, Daniel Oss.

Partiamo dalle cose importanti: ho letto da qualche parte che ti definisci un “ciclista grunge”. Ci racconti perchè?
Da ragazzino ad un certo punto in adolescenza il genere grunge era sempre in cuffia del mio lettore cd.. Nirvana, Soundgarden, Pearl Jam.. mi piaceva. Era un momento di cambiamento mio personale come lo era per il rock degli anni 60/70. Il grunge nasce nei garage nei sobborghi parla di romanticismi strazianti; è un genere crudo diretto sincero fuori dal coro e tutte queste cose le ritrovo nel ciclismo e nella mia personalità. Va da sè che ciclista sono ciclista, non sono certo un musicista, ma un po’ grunge forse sì.

BAM! è il raduno dei viaggiatori in bicicletta e aver con noi uno come te, che ha vinto, ha pedalato fortissimo, ha messo l’anima sul manubrio, ci piace molto, come ci piacciono tutte le cose che prendono più vita sulla bicicletta. Ma raccontaci come è successo che un giorno hai attaccato le borse sulla bici!
Dopo un gran bel giro d’Italia ero completamente spompato, stufo e annoiato.. avevo voglia di qualcosa di più, di nuovo e di diverso. Sempre però legato alla bici. Sono nato e cresciuto in maniera agonistica e da un certo punto in poi gli obbiettivi erano legati solo a risultati, record, watt, allenamenti, gare, velocità e scadenze. Ma avevo bisogno in quel momento per continuare di “una pausa”. Nasce cosi just ride e la mia voglia di pedalare per me, con me, come e quando volevo io. Borse sulla bici e via.

Il movimento gravel, anche se significa tutto e niente, un po’ come potrebbe essere il movimento della polenta con i funghi, ha cambiato un po’ di cose nel mondo bici, anzitutto portando a pedalare nuovi appassionati, ma poi anche cambiando il modo di viaggiare: più veloci, più leggeri, se vuoi anche con più stile. Tu come la vedi? 
Qui potremmo parlarne una notte intera. Il discorso è enorme! Sul mondo viaggio sono un po’ acerbo, non saprei com’è diventato. So com’è nel mondo racing, molto professionale e molto tosto. Vedo il viaggio molto variegato e fatto di tante sfaccettature. Piene si di stile e di coraggio.:)

In un’ottica un po’ diversa, legata alle competizioni, anche se a volte molto avventurose, ci racconti del progetto Team Gravel di Specialized, di cui, possiamo dire, sei l’anima?
Le competizioni gravel sono diventate una realtà importantissima tanto che i brand ormai non possono non esserci. Visto il mio ritiro dal mondo strada, insieme a Specialized abbiamo pensato che iniziare una collaborazione fosse una buona idea. Specialized si sta sempre più affacciando a questa branchia del gravel in Europa. Personalmente poi grazie a Sportful, 100%, 226ers, Birra Impavida, Garmin Italia e Gioielleria Dienneci che mi supportano, riesco a creare un calendario contenuti e di gare e molto altro. Correre e creare contenuti nel mondo gravel è per tutti un po’ una cosa ‘’nuova’’ che sta creando interesse per una possibile collaborazione più importante per un Team Gravel. Mi piacerebbe. La direzione è quella.

Qual è stato il tuo primo viaggio in bici? Pedalando da professionista, hai mai avuto la sensazione che quell’esperienza, in qualche modo, fosse un viaggio?
Il primo Just Ride l’ho fatto proprio pensando che fosse un viaggio, per trovare calma e nuovi stimoli.

Ci racconti un luogo in cui hai pedalato e che consiglieresti come destinazione per un viaggio in bici e un luogo in cui sogni tu di pedalare?
La Ocean Road in Australia la più lontana e fantastica. La Cost Ride californiana da San Francisco a San Diego fighissima. Il Giappone è pazzesco, anche solo nel distretto di Kyoto.Ma come l’Italiaaaa… wowo non esiste niente di meglio.

Al BAM! diciamo che le strade sbagliate e le cattive scelte creano belle storie: ci racconti la tua strada sbagliata?
Dammi carta e penna che ti disegno la cartina delle mie strade sbagliate ahahahhahahah. Scherzo. Di belle storie ne ho tante, ma giuro non saprei da dove iniziare, magari ce le raccontiamo al BAM!

Grazie agli amici di Impavida siamo riusciti ad avere Daniel al BAM, venerdì 7 giugno alle ore 19:30.